Ludwig e il cacio…

Eccoci al secondo “appuntamento” con i mostri sacri della musica e le loro passioni culinarie;

Ludwig van Beethoven, uno fra i più grandi musicisti di tutti i tempi, ebbe un carattere aspro e intemperante, sottoposto a violenti contrasti interiori. Com’è noto, la sua esistenza fu colpita da una delle calamità peggiori per un musicista: la sordità. Ma grazie alla ferrea volontà la sua musica riuscì a celebrare il trionfo dell’eroismo, della fratellanza tra i popoli, e della gioia. La sua vita quotidiana, tutta incentrata a soddisfare il genio della “musica”, sembra che concedesse poco spazio ai peccati di gola; Ludwig si alzava all’alba per mettersi al lavoro. Adorava passeggiare nella natura, e frequentemente le cronache dell’epoca lo ritraggono con la redingote e il bastone mentre cammina sferzando l’erba e componendo con la mente.

Dal punto di vista gastronomico, il nostro tedesco, originario di Bonn, non aveva probabilmente il gusto del pesarese Rossini, ma tra le sue preferenze possiamo trovare qualcosa che ci stupirà: i maccheroni col cacio.

Tra gli altri suoi piatti preferiti, il nasello con patate e la zuppa di almeno dodici uova affogate.

Ecco di seguito le ricette:

Maccheroni al cacio  (semplicissimo…)

Fate cuocere al dente dei maccheroni in abbondante acqua salata. Scolateli e conditeli, se volete degustare uno dei piatti preferiti da Beethoven, con burro fuso, un po’ di pepe, spolverando il tutto con formaggio.

 

 

 

 

 

 

Nasello con patate “alla Beethoven”
Ingredienti per 4 persone:800 g di nasello in tranci

4 patate

1 rametto di timo e 1 di rosmarino
olio d’oliva

1 pizzico di sale e 1 pizzico di pepe biancoLavate, pelate le patate e tagliatele a rondelle sottili.
Ungete una pirofila con un filo d’olio, disponetevi metà patate e sopra a queste adagiate le trance di pesce. Aggiungete un rametto di timo e uno di rosmarino, un pizzico di sale e uno di pepe bianco, quindi ricopritele con le rimanenti rondelle di patate, irrorate la superficie con olio d’oliva versato a filo. Cuocete in forno preriscaldato a 200 gradi per mezz’ora e servite.

 

 

 

 

 

P.S.: offro un caffè al primo che mi porterà la ricetta della zuppa con 12 uova affogate!!!

 

3 Commenti in “Ludwig e il cacio…”

  • Non so se aumentando il numero di uova a 12 questa zuppa sia simile a quella preferita dal nostro Ludwig 😛 ma a veder gli ingredienti potrebbe essere plausibile…
    Al limite il caffè te lo offro io 🙂

    500 g di cavoli misti (verza, cappuccio bianco e rosso, cavolo nero e cinese)

    100 g di cavolini di Bruxelles

    4 uova

    aceto bianco

    un trito di porro, sedano e carota

    un rametto di rosmarino

    grana grattugiato

    olio extravergine d’oliva

    un pezzetto di peperoncino tritato

    sale

    1) Pulite e lavate i cavoli e affettateli; tagliate in quattro i cavolini. Rosolate il trito di porro, carota e sedano in una casseruola con 4 cucchiai di olio a fiamma dolce, per 2-3 minuti. Aggiungete il mix di cavoli, eccetto quelli di Bruxelles, unite il rosmarino e cuocete il tutto per circa 5 minuti. Bagnate la preparazione con 2 litri di acqua calda, salate, insaporite con il peperoncino e cuocete coperto, a fuoco moderato, per 40 minuti; unite i cavolini, regolate di sale e cuocete per circa 30 minuti.

    2) In un tegame a bordi alti, portate a bollore un litro di acqua acidulata con 2 cucchiai di aceto; sgusciate un uovo su un piattino, fatelo scivolare delicatamente nell’acqua e cuocetelo a fiamma moderata per circa 3 minuti, aiutando con un cucchiaio l’albume a coprire il tuorlo. Prelevatelo con un mestolo forato, adagiatelo su carta assorbente e preparate in questo modo le altre uova. Ponetele poi al centro della zuppa caldissima, spolverate con il grana e servite.

    • Non so a Ludwig, ma conosco molte persone (sottoscritta compresa) che già hanno l’acquolina in bocca… (e secondo me anche il van Beethoven avrebbe apprezzato)
      Aspettiamo la stagione giusta per le verdure citate…

    • Può essere Stefano, la zuppa che proponi é davvero appetitosa ed anche gli ingredienti (a parte l’uso dell’olio) sono plausibili.
      Da quello che ho potuto ricavare da una sua biografia in tedesco risulta che: verso la fine del 1825la salute del compositore peggiorò in modo tale che fosse in grado di mangiare solo zuppe o uova leggermente bollite.

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