180 anni di Filarmonica: storia di una rapsodia vivente

Editoriale del Maestro Luca Ragona

Illustrazione celebrativa dei 180 anni della Filarmonica
La grafica celebrativa pubblicata sulla copertina dell’Informatore n. 77.

Come confrontarsi con l’imponente mole di 180 anni di storia? Non esiste esercizio più complesso del percepire il tempo nella sua essenza, operazione ben diversa dalla sua asettica misurazione. Se la misurazione è un dato oggettivo, afferente al mondo delle scienze, la percezione è invece un atto soggettivo, legato a doppio filo al nostro vissuto e al momento della vita in cui decidiamo di interrogarci.

Attualmente, la mia esistenza copre poco meno di un sesto della vita complessiva del nostro “Bandon”: un ragionamento che invito ogni lettore a fare nel momento in cui si imbatte in queste righe. Tutti noi, dai musicanti più giovani ai veterani più attempati, ci troveremo di fronte alla medesima sensazione: quella di far parte della storia di un organismo molto più grande di noi, che sarebbe riduttivo e sterile misurare con banali cifre.

La Filarmonica è un’associazione che ha attraversato l’Unità d’Italia, le due Guerre Mondiali e la nascita della Repubblica, l’ultima rovinosa pandemia, senza mai snaturarsi, rimanendo profondamente contemporanea, capace di compattare generazioni distanti e di custodire le proprie radici nel cuore della città di Abbiategrasso.

Questo straordinario intreccio tra epoche diverse trova un punto di contatto con l’etimologia della forma musicale protagonista del nostro concerto: la Rapsodia. Il termine greco rhapsōidía è un lemma composto da rháptō (cucire) e ōidḗ (canto). Il rapsodo, infatti, era anticamente colui che “cuciva insieme” frammenti di canti epici per restituire un’opera unitaria e coerente.

I due brani cardine del nostro programma sono il frutto di questa operazione di sartoria sonora: la celebre Bohemian Rhapsody dei Queen è una visione in cui convivono opera, rock e ballata; la Rhapsody in Blue di George Gershwin rappresenta l’incontro magistrale tra il jazz, la musica colta e il battito febbrile di una metropoli in fermento.

Mi piace pensare alla nostra banda come al perfetto esempio di una rapsodia vivente, in cui convivono e si intrecciano personalità profondamente diverse: giovani allievi, veterani, professionisti, amatori e sostenitori non musicanti, tutti uniti da un unico obiettivo: il bene e la crescita dell’associazione.

Un riconoscimento a chi ha “cucito” questa storia

Credo sia dunque doveroso rivolgere un pensiero e un riconoscimento a chi, nei decenni, ha “cucito” con dedizione i primi 180 anni di questa storia. Essendo questo il mio primo editoriale nella veste ufficiale di Direttore Artistico, sento il bisogno di menzionare alcune figure chiave del mio percorso filarmonico.

Inizio dal mio primo maestro, Giorgio Magistrelli, un punto di riferimento che ho l’onore di condividere con molti altri bandisti. Vi è poi Carlo Marnati, che per anni ha gestito con passione la Scuola Allievi “Corrado Abriani”, dove ho mosso i primi passi nella musica insieme a molti giovani colleghi che tutt’oggi sono attivi in Filarmonica. Proseguo, in ordine cronologico, con i maestri Carlo Zappa e Dario Garegnani, che hanno plasmato la mia idea di orchestra di fiati.

Un sentito ringraziamento va alla Presidente Annamaria Cittadinetti e a tutto il Consiglio Direttivo per la fiducia accordatami nel gennaio scorso. A proposito di “cuciture” e collanti generazionali, desidero rivolgere un encomio speciale al Presidente Onorario Pietro Galbiati, per il sostegno che non ha mai smesso di offrire a tutti noi.

In conclusione, credo che a un certo punto del cammino ognuno di noi erediti idealmente dei fusi: abbiamo il compito di continuare a filare la trama in sinergia con gli altri, in armonia e umiltà, mettendo da parte l’orgoglio personale per porre sempre in primo piano la musica.

Invito il pubblico a godersi queste trame sonore, con l’auspicio che esse possano trasmettere il genuino impegno che ognuno di noi apporta a questo progetto che oggi festeggia i suoi 180 anni di vita.

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