La Filarmonica di Abbiategrasso commemora i dieci anni dalla scomparsa del famoso tenore Giuseppe Di Stefano

Sabato 3 marzo è stato commemorato il decimo anniversario dalla scomparsa del tenore Giuseppe Di Stefano, uno dei cantanti lirici più popolari e amati del dopoguerra, e per renderne dovuta memoria, il complesso bandistico La Filarmonica di Abbiategrasso si è recato presso Santa Maria Hoè (Lecco), dove Di Stefano ha trascorso gli ultimi anni di vita.

La sua carriera conta grandi successi, nel 1947 debutta alla Scala di Milano come protagonista di Manon e l’anno successivo, sempre nel medesimo ruolo, è la volta del Metropolitan di New York.
Lo strepitoso successo porta Di Stefano a calcare moltissimi teatri di grandi città tra cui Vienna, Parigi, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Mexico City, San Francisco, Chicago e Johannesburg e a stringere un legame artistico con Maria Callas.
Dopo gli anni sessanta il maestro Di Stefano sceglie di sfoltire gli impegni operistici per lasciare spazio a recital e a concerti, oltre che all’insegnamento, tenendo anche seminari e stage di canto.
Rilevante e degno di nota può essere ricordare che nel 1986, in occasione dei 140 anni di fondazione del complesso bandistico, La Filarmonica ha avuto l’opportunità di conoscere Di Stefano, che si è esibito durante il tradizionale concerto vocale-strumentale nel quadriportico della basilica di Santa Maria Nuova ad Abbiategrasso.

Nel 2004 rimane gravemente ferito durante un tentativo di furto nella propria casa in Kenya, dopo essere andato in coma viene trasferito in Italia e si spegne il 3 marzo del 2008 nella sua casa a Santa Maria Hoè.

La Filarmonica sabato 3 marzo si è recata proprio in questa cittadina per ricordare il celebre cantante, un vero orgoglio italiano, nel corso della Santa Messa che alle 10,30 è stata celebrata nella parrocchia della Beata Vergine Addolorata.

Prima dell’inizio della funzione Giuseppe Comincini, vicepresidente della Filarmonica nonché grande appassionato e conoscitore di musica lirica e ammiratore di Di Stefano, ha letto il commento di un critico musicale nel quale sono state ricordate le caratteristiche artistiche che contraddistinguevano il tenore: la voce morbida e l’inconfondibile timbro caldo e ricco.

A seguire, sono state lette anche le mail di ringraziamento ricevute da Comincini dal figlio medico, che non ha potuto essere presente perché impegnato in un convegno, e dalla figlia del cantante, attualmente residente negli Stati Uniti, entrambi colpiti e molto riconoscenti per la giornata di commemorazione organizzata dal complesso bandistico La Filarmonica, che precede di solo qualche giorno quella che avrà luogo al Teatro alla Scala per rendere omaggio alla figura di Di Stefano.
Il corpo bandistico, sotto la direzione del maestro Dario Garegnani, durante la messa ha eseguito Il Signore delle cime e La Vergine degli Angeli, entrambi molto toccanti e commoventi.

Al termine della celebrazione, accompagnati dalle note delle marce da parata della banda e da intensi fiocchi di neve che hanno imbiancato ancor di più il paesaggio, i presenti si sono recati nel vicino cimitero accanto alla tomba dove riposa Giuseppe di Stefano.
Il momento di raccoglimento e di riflessione è stato nuovamente favorito dall’esecuzione della meditativa Vergine degli angeli, l’inno religioso che chiude il finale del secondo atto de La forza del destino di Verdi, opera che lo stesso Di Stefano ha interpretato al culmine della sua carriera.

Doverosi ringraziamenti vanno a Giuseppe Comincini che, organizzatore della trasferta e grande stimatore del maestro Di Stefano, negli ultimi mesi si è preoccupato di intrattenere i contatti con la cittadina di Santa Maria Hoè e ha permesso la realizzazione della giornata in ricordo del noto cantante.

Musicanti e accompagnatori si sono successivamente recati in un vicino ristorante per un pranzo in compagnia, al quale hanno preso parte anche il sindaco di Santa Maria Hoè, Efrem Brambilla, il capo dei vigili e alcuni cittadini che hanno condiviso con il maestro Di Stefano un legame di amicizia, di stima e di affetto.


Chiara Magistrelli

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