Concerto di Novembre stellare per La Filarmonica

“Buonasera, care spettatrici, cari spettatori. Il nostro viaggio sta per cominciare, per favore, prendete posto!” una voce al microfono dal timbro inconsueto e proveniente da dietro le quinte, la sera di sabato 17 novembre presso il Teatro Fiera, ha annunciato così l’inizio del 41° Concerto di Novembre del complesso bandistico la Filarmonica di Abbiategrasso.

Il pubblico, che ha prontamente occupato tutte le sedie disponibili, si è lasciato immergere dall’atmosfera peculiare e suggestiva della serata fin dalle prime note del brano Galaxies di Peter Graham.

Dopo i primi applausi è subito mutato il contesto della sala, si sono spente anche le luci che fino a quel momento avevano illuminato i musicanti e a lato del palco una soffusa luce blu ha illuminato la figura del presentatore Stefano Borghi che ha rivelato ai presenti la genesi e le caratteristiche del programma musicale proposto dal complesso bandistico dal titolo Universus.

In occasione dei cinquant’anni dall’uscita nelle sale cinematografiche di uno dei capolavori del geniale Stanley Kubrick, 2001: Odissea nello Spazio, La Filarmonica ha deciso di proporre e di intraprendere un’indagine sulla rappresentazione musicale che è stata data del grande e profondo blu che circonda il pianeta Terra: l’universo.
Fin dall’antichità, ancora prima che dello spazio si avesse una immagine concreta, moltissimi artisti hanno dedicato la propria immaginazione a descrivere, raccontare e sognare ciò che di incomparabilmente grande circonda gli esseri umani.
Il brano di apertura era caratterizzato da un’alternanza di stili e temi eroici, romantici e riflessivi, in grado di evocare immagini di eroi ed eroine interstellari nell’atto di combattere le oscure forze di lontane galassie.
Also sprach Zarathustra di Richard Strauss, poema sinfonico il cui inizio è noto a molti per essere stato scelto come incipit per il film 2001: Odissea nello spazio, è stato il secondo brano eseguito dai bandisti mentre su uno schermo alle loro spalle è stata proiettata una delle immagini della pellicola cinematografica di Kubrick che rappresenta la nascita dell’uomo.

Il brano successivo è stato il valzer Sul bel Danubio blu di Johann Strauss, accostato dal regista alla scena del film che ritrae l’orbita dei satelliti intorno alla Terra. La scelta di Kubrick di abbinare alle immagini questa danza viennese è riuscita a conferire alla sequenza un vero e proprio senso antigravitazionale, come se tutto fosse leggero come una piuma: la medesima impressione che l’organico bandistico ha voluto regalare e suggerire ai presenti assorti nell’ascolto.

A proseguire due estratti da uno dei capolavori di Gustav Holst che, appassionato di astrologia, tra il 1914 e il 1916 ha composto la suite The Planets: una raccolta di brani dedicati ai pianeti del sistema solare, ognuno di essi descritti dal compositore tramite la musica, di cui La Filarmonica ha scelto di proporre Marte, il Portatore di Guerra e Giove, il portatore di Pace.
La cantabilità del primo, durante la cui esecuzione sono state proiettate luci di colore giallo sui musicanti per evocare le caratteristiche del pianeta, ha saputo trasmettere pacatezza, tranquillità e armonia.
Luci rosse hanno, poi, contraddistinto l’atmosfera sul palco durante l’esecuzione del secondo che, costellato di difficoltà tecniche che hanno posto in risalto l’affiatamento tra ogni parte dell’organico e lo stesso direttore Garegnani,  ha trasportato idealmente in uno scenario di guerra, attraverso sonorità cupe, martellanti e profonde.

Il viaggio spaziale, partito dal pianeta Terra e passato per due pianeti del sistema solare, ha poi condotto ancora più lontano, verso l’ignoto, verso il blu profondo, verso il silenzio e l’apparente assenza di qualsiasi forma di vita.

The Spheres di Ola Gjeilo, giovane compositore norvegese, è stato il brano successivo, un pezzo altamente evocativo, dalle atmosfere rarefatte, lente e imponenti; per altro, suonato dalla Filarmonica in prima esecuzione italiana.

Gli applausi del pubblico entusiasta hanno condotto al termine della prima parte del concerto e concesso qualche minuto di intervallo e di riposo ai membri della formazione bandistica, che hanno colto l’opportunità per scambiare opinioni e impressioni con amici, familiari e conoscenti.

Poco prima dell’inizio della seconda parte, il microfono è stato ceduto a Giuseppe Comincini che ha consegnato i diplomi ai nuovi entrati nell’organico della Filarmonica: i tre giovanissimi Eros Vecchi, Vittoria Neri Mocchi e Pietro Street, che alle percussioni hanno dato un grande contributo suonando strumenti particolari tra cui il gong, l’incudine e il djembe, Azzurra Fiore al flauto traverso ed Ezaki Miu al sax contralto, vincitrice anche del Premio Marnati.
Il Concerto di Novembre è, difatti, l’occasione nella quale viene consegnato a uno degli allievi entrato nella formazione negli ultimi due anni il Premio Marnati, promosso dai familiari del defunto Carlo Marnati che per molti anni ha gestitola scuola allievi Corrado Abriani della Filarmonica, e consistente in una somma di denaro che l’allievo può utilizzare per corsi di perfezionamento o per l’acquisto di uno strumento.
Il vincitore viene scelto sulla base di una valutazione operata da una giuria composta dagli insegnanti della scuola di musica, dal presidente della banda e dal vice maestro che insieme ne giudicano le doti musicali, la serietà e la costanza nella partecipazione tanto alle lezioni di strumento quanto alle attività bandistiche.

La parola è allora passata al presidente del complesso bandistico Alessandro Bagnaschi che ha brevemente ricordato l’anno musicale appena trascorso che conta ben sette concerti e un numero sempre crescente di allievi iscritti alla scuola di musica e che contribuiscono alla crescita dell’organico, che ad oggi conta ben 70 elementi.

Nuovamente spente le luci in sala, la briosa marcia da concerto March to Mars di Julius Steffaro ha riportato alla visione cinematografica dello spazio.

Il viaggio nello spazio e nel tempo è un tema ricorrente e sempre di successo nella storia della fantascienza ed ha caratterizzato la seconda parte della serata, incentrata sul cinema e sulle serie televisive di fantascienza.

Per prima, la musica ispirata alla serie tv Doctor Who, accompagnata dalle immagini che ne hanno dipinto l’incessante evoluzione avvenuta in cinquant’anni.

La tappa successiva è stata il grande schermo americano, con Star Wars, una saga cinematografica tra le più famose e in cui la musica porta orgogliosamente la firma di John Williams.
La colonna sonora è magniloquente e risonante, si tratta di una musica orgogliosa ed evocativa che ha fortemente coinvolto tutti i presenti nell’ascolto del medley che conteneva anche i temi della nuova trilogia.

A seguire, la colonna sonora della serie di fantascienza Star Trek, composta da Giacchino, ha posto in risalto marcate performance di percussioni e un uso intensivo della sezione degli ottoni.

Il viaggio spaziale che La Filarmonica ha intrapreso a partire dal pianeta Terra si è, infine, concluso proprio ritornando al punto di partenza focalizzandosi sulla storia della colonna sonora di 2001: Odissea nello spazio la quale comprende anche un capitolo, non troppo piacevole, che riguarda il compositore di musiche cinematografiche Alex North.
Quest’ultimo aveva composto alcune musiche per il celebre film di Kubrick che non vennero mai utilizzate dal regista e La Filarmonica ha desiderato rendere onore all’impegno del compositore proponendo Bones, un estratto dalla colonna sonora della musica scritta per i titoli di testa del film, in una trascrizione inedita del filarmonico Edoardo Grittini, caratterizzata da continui giochi di dinamica e dall’utilizzo di un sintetizzatore dal timbro simile a quello di un organo.

Al termine dell’esecuzione, applausi e complimenti hanno sommerso i bandisti presenti sul palco e il Maestro Dario Garegnani. Lo stesso sindaco Cesare Nai, nel suo intervento ha condiviso l’emozione e l’entusiasmato che lo hanno accompagnato durante l’arco della serata, riconoscendo come, nonostante gli effetti cinematografici siano in continua evoluzione e le stesse tecniche vengano soppiantate da altre, le musiche abbiamo il potere di rimanere eterne e di riuscire a coinvolgere ogni volta in modo inedito.

Omaggi floreali sono stati consegnati ai due presentatori Stefano Borghi, voce narrante della serata, e Giuseppe Comincini, a Donatella Pompocci per il servizio fotografico e, naturalmente, al Maestro Dario Garegnani che è repentinamente risalito sul podio per dirigere l’Inno di Mameli e un estratto da Star Wars, bis richiesto a gran voce.

Doverosi ringraziamenti vanno rivoti al Comune per il patrocinio, a don Leandro e a don Innocente Binda per aver presenziato alla serata, e a Emanuele Grittini, per essersi occupato del reparto video e della scelta delle immagini proiettate.

Mauro Pizi – Tecnico Audio
Emanuele Grittini – Grafico

Per l’organizzazione del concerto è stata naturalmente fondamentale anche la sinergia delle diverse componenti della grande famiglia della Filarmonica, tanto i membri del consiglio, quanto quelli della commissione artistica, bandisti e non che si sono occupati di reperire la strumentazione necessaria e che si sono preoccupati di allestire e smontare il palco.

Al termine del concerto è stata scattata la tradizionale foto di gruppo tra bandisti a cui è seguito un conviviale e amichevole rinfresco dietro le quinte,occasione per discutere assieme e condividere le impressioni della serata appena trascorsa.

Il meritato riposo per i musicanti della Filarmonica è durato solo una settimana, dal momento che riprenderanno a breve le prove serali in preparazione del Concerto di Natale che si terrà sabato 22 dicembre presso l’Oratorio San Giovanni Bosco.

I componenti della formazione della Filarmonica Big Band, invece, sono ritornati prontamente all’opera per preparare l’esibizione di domenica 25 novembre presso il ristorante Il Naviglio Grande a Vermezzo, la cui atmosfera rievocherà i momenti di gloria del famoso Cotton Club, celebre sala da ballo newyorkese degli anni ’30 e 40′, anche grazie alla coinvolgente presenza di esperti ballerini.


Chiara Magistrelli

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