Scuola di Musica “Corrado Abriani” – Domande e Risposte

L’articolo “Filo Diretto” è dedicato alla Scuola di Musica “Corrado Abriani”, nostra fonte primaria di nuove leve e fiore all’occhiello della Banda; con “L’educazione musicale nelle Scuole Elementari” si passa poi a descrivere l’attività didattica svolta dai nostri insegnanti nelle scuole elementari di Abbiategrasso e dintorni, sottolineando che sono proprio tali istituti a richiedere la Nostra presenza tra i bambini. Infine con “La Banda: Sensazioni ed Emozioni” presentiamo una nuovo progetto che coinvolge ancor di più i bambini delle scuole elementari, dando a loro l’opportunita di descrivere la Banda con i loro occhi.

FILO DIRETTO

Per poter soddisfare la curiosità, ma anche sciogliere i dubbi di molti genitori riguardo lo studio della musica in banda, la Filarmonica ha rivolto alcune semplici domande a due più che collaudati insegnanti della Scuola di Musica Corrado Abriani, i signori Broglio e Magistrelli.

Perché incoraggiare i più giovani a suonare in un organico di tipo bandistico?
Che difficoltà si possono incontrare nello studio della musica? Ci sono strumenti più facili o difficili da imparare a suonare?
C'è un'età indicata per affrontare lo studio della musica?
Dopo quanto tempo si entra effettivamente in organico?
Quali soddisfazioni può dare la banda?

L’EDUCAZIONE MUSICALE NELLE SCUOLE ELEMENTARI

Insegnare la musica significa soprattutto trasmettere competenze musicali. Educare alla musica vuol dire creare un rapporto tra la persona e la musica; scindere il linguaggio musicale in elementi semplici, capirne la grammatica, i generi musicali, la storia, i suoi elementi, il tutto per educare al piacere della musica. L’educazione musicale ha valore formativo soprattutto se condotta con lucidità e creatività sin dall’infanzia, ma viene troppo spesso considerata un passatempo rilassante da assegnare alle ore pomeridiane e quindi non impegnativa come le altre materie che dovrebbero portare ad una professionalità concreta. La musica è un linguaggio non verbale particolarmente gratificante e con ricchezza straordinaria di stimolazioni; diventa un mezzo di recupero e di sviluppo là dove l’intervento pedagogico normale, educativo e scolastico non è sufficiente a far emergere tutte le possibilità individuali. In tutti i momenti dell’esperienza uditivo-musicale, percezione, manipolazione, selezione, produzione e notazione c’è piena operatività del bambino. Il fare musica acquisisce tanto più senso quanto più riesce ad animare il singolo e il gruppo. La cosa che più piace ai ragazzi è suonare in gruppo: sviluppano la motricità fine con l’uso delle piastre sonore, memorizzano, imparano a controllare il suono del proprio strumento per far sì che non suoni più forte di quello del compagno e che il risultato finale sia un suono omogeneo senza squilibri sonori; acquisiscono la capacità di ascolto rispetto a quello che suonano gli altri. I metodi contemporanei per l’insegnamento della musica, suonata e cantata, si basano soprattutto sui criteri per sviluppare in modo creativo le capacità linguistiche e logico-matematiche. Nella musica non ci sono parole, per cui è arduo in musica identificare tratti che significano qualcosa: la musica quindi sollecita il pensiero e muove sentimenti e comportamenti attraverso canali non linguistici. Infine, la scoperta del linguaggio musicale sarà mezzo per poter ascoltare ciò che solitamente viene considerato “difficile”, cioè i grandi capolavori.

LA BANDA: SENSAZIONI ED EMOZIONI

I nostri sostenitori e simpatizzanti certamente conosceranno l’impegno con cui da anni la Filarmonica si occupa dell’insegnamento della musica nelle scuole elementari. Siamo infatti impegnati con successo in diversi istituti tra cui: Aldo Moro, Fratelli di Dio, Figli di Betlem, Serafino dell’Uomo ad Abbiategrasso, nonchè elementari di Ozzero e Morimondo.

Commenti chiusi